Italia, terra di poeti, navigatori e… supercomputer. Dopo Leonardo, nato a Bologna nel novembre del 2022, grazie a un investimento di 240 milioni di euro, sta per approdare in terra emiliana un altro supercalcolatore, pensato per l’intelligenza artificiale.
Si tratta di un investimento da 430 milioni, che trasformerà il Tecnopolo di Bologna in una delle prime AI Factory europee. Se da una parte siamo rimasti indietro nello sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa, dall’altra siamo più avanti di tutti sul fronte dei supercomputer e quindi della possibilità di sfruttare al meglio le potenzialità dell’AI.
Ancora una volta – come dovrebbe accadere sempre – si incontrano istituzioni, aziende e università, pubblica amministrazione e mondo della ricerca, Pmi e startup, dentro un progetto che l’Europa ha premiato insieme ad altre sei factory, che verranno ospitate in Germania, Finlandia, Svezia, Spagna, Grecia e Lussemburgo.
L’IT4LIA AI Factory è finanziato dall’European High Performance Computing Joint Undertaking e sarà gestito dal consorzio interuniversitario Cineca. Quali saranno i frutti di questo progetto? Lo sviluppo di soluzioni AI. Che in prima battuta guarderanno soprattutto all’agroalimentare e al manifatturiero, ma anche alla cybersicurezza e allo studio del clima e della terra (per prevenire i rischi legati agli eventi climatici estremi), unendo obiettivi pratici, legati all’ammodernamento di alcuni settori produttivi, e finalità scientifiche e conoscitive.
Si parla di big data, ma anche di calcolo quantistico, l’ultima frontiera, quella che potrebbe portare a una rivoluzione quasi inimmaginabile nel nostro modo di vivere, lavorare, produrre. Ma ci saranno anche obiettivi intermedi, legati all’ecosistema economico italiano, visto che le piccole e medie imprese saranno le prime a beneficiare di queste soluzioni innovative, in collaborazione con varie startup.
Come ha detto Francesco Ubertini, presidente di Cineca: «Questo è un successo di squadra, una enorme opportunità per il nostro Paese, che si conferma al centro dello sviluppo tecnologico europeo. Siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione di tutti un’infrastruttura all’avanguardia che favorirà la crescita di startup, Pmi e interi settori industriali. È una vittoria per l’innovazione italiana e per il futuro dell’intelligenza artificiale in Europa». Si parla ormai di un miliardo di euro di investimento complessivo del nostro paese per lo sviluppo di risorse di calcolo all’avanguardia e le relative infrastrutture (i supercomputer richiedono una logistica di vaste dimensioni).
Contribuiscono all’impresa varie realtà, dal Ministero dell’Università e della Ricerca al consorzio Cineca (in collaborazione con Austria e Slovenia); dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN); dalla Regione Emilia-Romagna all’Agenzia ItaliaMeteo; dall’Istituto italiano di Intelligenza Artificiale per l’Industria (AI4I) alla Fondazione Bruno Kessler (FBK). Importante anche il ruolo della Fondazione ICSC – Centro Nazionale di Ricerca in HPC Big data and Quantum Computing.
Il futuro passa attraverso l’innovazione digitale e l’intelligenza artificiale, con le sue infinite applicazioni possibili. Bisogna solo decidere se subire il processo in atto (le Pmi italiane arrivano spesso in ritardo) o se viverlo attivamente, creativamente, migliorando i processi produttivi e, perché no, anche la qualità della vita.


