L’IA è il carburante che fa decollare l’impresa

Settembre è il mese dei buoni propositi aziendali: si torna dalle ferie, si riaccendono i laptop e si rispolverano i piani strategici. Ma la vera domanda è: su cosa conviene investire nei prossimi mesi? La risposta è semplice (e quasi scontata): intelligenza artificiale. Anche perché, come dimostrano i dati, investire in IA significa abbassare i costi e aumentare i profitti, ovvero il sogno (l’obiettivo) di ogni imprenditore che si rispetti.

I numeri non mentono

Secondo l’EY Italy AI Barometer 2025, l’adozione dell’IA nelle aziende italiane è balzata dal 12% nel 2024 al 46% nel 2025, un +34% netto in un solo anno. È come passare dalla bici col cestino a una moto GP sul circuito della competitività digitale.

Il 52% del top management ha già visto benefici concreti tra minori costi e più profitti. Ma solo il 39% dei dipendenti ha incrementato l’uso dell’IA, rispetto al 59% di coloro che hanno ruoli manageriali. 

Inoltre il 74% dei manager dice di conoscere il framework etico, mentre tra i dipendenti solo il 47% sembra essere aggiornato. In poche parole: da un lato si vola, dall’altro c’è chi chiede: “Framework… chi?”. Ma oggi non c’è più tempo da perdere, il futuro è alle porte e bisogna arrivarci ben attrezzati, e con lo spirito giusto.

Formazione: tra generazione spontanea e gap da colmare

L’Italia è prima in Europa per autodidatti dell’IA (64%), seguita dalla Spagna. Un primato non proprio lusinghiero, a cui va aggiunto che solo il 20% dei dipendenti pensa di aver ricevuto una formazione adeguata (contro la quasi metà dei manager che invece la ritiene sufficiente).

Se i lavoratori si formano da soli, significa che qualcosa non funziona. L’arte dell’arrangiarsi non si sposa granché con le necessità tecniche e le conoscenze necessarie a utilizzare l’intelligenza artificiale con profitto.

A cosa serve l’IA oggi (e cosa preoccupa le aziende)

Gli ambiti dove si usa di più:

• Scrittura di testi: 60%

• Assistenti vocali: 47%

• Chatbot: 40%

Le preoccupazioni principali? Sicurezza e protezione dei dati (53%), UX (40%) e costi (32,5%). Ciò non toglie che l’80% degli interpellati dall’EY Italy AI Barometer valuti in modo positivo la propria esperienza con l’intelligenza artificiale. 

Dove puntare – e su cosa scommettere – nei prossimi mesi

1. Investire (davvero) in formazione

– Sviluppare corsi interni di IA su misura (microlearning, workshop, learning-by-doing).

– Promuovere una cultura IA inclusiva: più consapevolezza vale più di uno sconto sul software.

2. Governance etica e trasparenza

– Un framework che non sia solo cartaceo: va raccontato e mostrato, non nascosto.

– Rendere visibili le policy sull’IA, con trasparenza UX e cybersecurity.

3. Prodotti e automazione “con il sorriso”

– Scegliere strumenti IA che aiutano e semplificano (scrittura, customer experience).

– Attenzione a non trasformarsi nel “terminale di comando”: l’eleganza dell’innovazione umanocentrica conta ancora.

4. Formare su misura, come un buon abito sartoriale

– Non basta un webinar generico di “AI 101”: serve una formazione calibrata su ruolo, livello, attitudine.

– Investire nelle soft skill digitali insieme a quelle tecniche.

L’IA che conquista il mercato: marketing digitale potenziato

Settembre è anche il mese in cui si rimettono in moto le strategie commerciali e di comunicazione. Qui l’IA diventa il vero alleato: non solo automazione interna o riduzione dei costi, ma anche strumenti intelligenti per trovare nuovi clienti.

Software di nuova generazione – come quello sviluppato da UniSolutions – che consentono di analizzare in tempo reale i comportamenti dei prospect, ottimizzare campagne e contenuti, trasformare i dati in nuove opportunità di business.

In poche parole: non basta “avere” l’IA, bisogna usarla per farsi trovare e crescere in un mercato sempre più competitivo. Magari avendo a disposizione un brand creato, in tutto e per tutto, dall’intelligenza artificiale, come fa Uni

Conclusione spiritosa (ma serissima)

Settembre può diventare il mese della “fase 2.0”. Quella in cui pianificare con il sorriso – perché investire in IA non è solo una scelta intelligente, è un modo divertente di presidiare il futuro (senza farvi spaventare dai “Framework Unknown”).

Che questo autunno sia la vostra pista di decollo: con l’IA al comando, l’inverno non sarà una stagione di letargo ma di fioritura. La parola d’ordine è: investire! Il business crescerà anche quando fuori cadono le foglie.

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